Senza impresa non c’è ripresa!

 

Viviamo un momento di emergenza straordinaria.

 

 

Pensare di affrontare e risolvere i problemi del rilancio economico con investimenti pubblici e misure ordinarie, come la cassa integrazione in deroga, è una visione miope e fallimentare!

 

 

Far muovere il denaro dei risparmiatori e dei piccoli privati, passando per un nuovo Piano casa, una banca regionale per i crediti d’imposta e, soprattutto, per la via della semplificazione. Anche con il supporto, all’occorrenza, di una task force di funzionari regionali che operi nei settori autorizzativi della Regione che più soffrono l’impasse burocratica. Il rilancio dell’economia, dopo il tracollo provocato dalla pandemia globale, deve partire da questo!

 

Il rilancio deve favorire, gli investimenti privati e delle imprese locali,
garantendo loro certezza dei tempi di rilascio delle autorizzazioni.
Iter e tempistiche degli adempimenti burocratici devono essere snelli,
così da dare alle aziende la possibilità di pianificare.

 

  • Ho chiesto in Regione che la giunta predisponga una proposta di legge che intervenga sulle norme di competenza regionale, come l’urbanistica.
  • Ho chiesto di istituire a Venezia una task force di funzionari regionali che vadano in sostegno ai settori della Regione che stanno patendo di più, per esempio quello delle autorizzazioni ambientali e gli uffici che rilasciano autorizzazioni e nei quali le carte sono ferme.

 

Due, inoltre, i piani su cui lavorare:
il primo, guarda al dettaglio e al particolare dei privati cittadini e delle piccole e medie imprese;
il secondo,  disegna una visione strutturale per tutto il territorio veronese.

Va rinnovato e rilanciato il Piano casa alla luce delle nuove esigenze. I precedenti hanno fruttato 11 miliardi di investimenti dimostrando che è uno strumento che funziona. Il Piano casa dovrebbe agevolare i piccoli interventi che non comportano consumo di territorio e che magari si possono agganciare all’attuale Ecobonus.
Quest’ultima misura, presente nel Decreto Rilancio, sta mostrando limiti e debolezze che rendono difficile l’utilizzo dei fondi alle piccole imprese che non godono – e soprattutto hanno necessità – di liquidità.
Si potrebbe ovviare istituendo come Regione una Banca di crediti d’imposta consentendo così alle piccole aziende di usufruire dell’agevolazione.
Sempre in tema di urbanistica esiste già una proposta del suo gruppo consiliare per accelerare le pratiche amministrative anche nelle amministrazioni comunali: perché i Comuni possano lasciar lavorare i cittadini che vogliono ampliare la loro casa, ristrutturarla, usando i loro risparmi.

 

Per superare l’emergenza, dunque, gli strumenti sono misure rapide ed eccezionali,
norme di semplificazione, autorizzazioni in tempi certi:
occorre lasciar lavorare la gente e favorire gli investimenti in opere pubbliche ed edili!

 

Quanto alla macrovisione, la risposta è nei grandi investimenti strutturali: per rendere attrattivo il Veronese agli investitori occorre dotarlo di infrastrutture. Verona non è la porta di servizio del Veneto, ma il cuore del Nord produttivo. Ci sono opere infrastrutturali dimenticate: come i collegamenti Est-Ovest quali la Mediana e la Nogara Mare che non sono più stati presi in mano; e la Tibre preziosa per Verona dotata di grandi interporti dal Quadrante Europa al futuro interporto merci di Isola della Scala. Se ci si è concentrati solo sulla Pedemontana e sull’Est del Veneto ora vanno affrontate le infrastrutture veronesi e va rilanciato l’aeroporto Catullo.

SEMPLIFICAZIONI ED AIUTI ALLE IMPRESE – L’Arena