Il mio impegno a favore del mondo scolastico

NON ABBANDONIAMO LA SCUOLA!

  • 100 milioni investiti per la costruzione di 23 nuove scuole solo nel Veronese e
  • 2.000 interventi di manutenzione in 700 istituti dalle materne alle elementari fino alle medie.

     Milioni di euro a sostegno delle rette delle scuole d’infanzia paritarie cattoliche, peculiarità del Veneto. Sono gli impegni della Regione sin qui garantiti.

 

Ma è una politica che non potrà fermarsi e che dovrà porsi gli stessi obiettivi per i prossimi mesi, quando al suono della campanella le scuole – dopo un anno lasciato a metà – dovranno riprendere le lezioni.

  • In che modo?
    Tornando in classe!
    Pensare che le lezioni a distanza siano la panacea è un errore strategico perché così pagano i più deboli. Non tutti i ragazzi sono dotati di mezzi tecnologici o vivono in zone servite da una adeguata copertura internet. Con le lezioni a distanza aumentano le differenze sociali e si privano i genitori lavoratori di un sostegno che la scuola offre loro tenendo i ragazzi in aula.
    Regola primaria, dunque, riaprire le scuole e farlo con tutti i crismi imposti dalla nuova situazione disegnata dal covid-19.
  • Con quali strumenti?
    Servono risorse, innanzitutto, per adeguare tutti i complessi scolastici secondo le norme anticontagio. Ed a queste devono andare di pari passo nuove strumentazioni legislative che consentano ai sindaci di effettuare eventuali lavori di ampliamento e di dotazione di nuove attrezzature in tempi brevissimi.

 

Gran parte dei Comuni, grazie anche agli investimenti della Regione, si trova in una buona situazione per quanto riguarda le scuole materne, elementari e medie. Per le nuove esigenze si possono recuperare vecchie scuole dismesse,  le strutture ci sono!
Ora servono investimenti urgenti per acquistare attrezzature e banchi.
E bisogna lavorare subito, senza perdere tempo in consultazioni!
Servono soldi e regole certe e come Regione abbiamo dimostrato di saperlo fare.

Su questo dovrà lavorare il Governo, garantendo ai sindaci la possibilità di spendere velocemente il denaro che c’è già a disposizione con un nuovo piano straordinario.
Sono necessarie, dunque, gare d’appalto con procedure semplificate.

 

Ma il Veneto spiegherà al Governo anche un’altra sua esigenza peculiare:
il sistema delle paritarie, peculiarità di Verona e del Veneto. E’ condotto dalle parrocchie e dai comitati di genitori, ma con la pandemia è andato in grandissima difficoltà: le famiglie pagano le rette senza avere un servizio, ma senza quelle entrate non si riescono a mantenere i bilanci delle scuole. E’ un problema emerso in tutta la sua complessità proprio nei mesi di lockdown, quando alle famiglie, già colpite economicamente, non veniva garantito il servizio per i loro figli, ma si chiedeva il pagamento della quota mensile.
La Regione si è già impegnata per un finanziamento aggiuntivo sul contributo per le rette e nel prossimo futuro non lo farà mancare perché solo consentendo alle scuole di pagare gli stipendi e di mantenere basse le rette si garantirà la continuità di un servizio basilare.

 

 

La scuola è uno dei temi centrali
per il rilancio del nostro Paese
dopo l’emergenza covid.
Si dovrà pensare a come garantire il servizio alle famiglie ed a come organizzare le modalità di istruzione e di svolgimento del sistema scolastico.
Non si può pensare che sia fatto da remoto o solo con mezzi virtuali.
Un anno formativo si è chiuso a metà e
la sfida ora è decidere come riaprire il prossimo anno!

 

 

 

IL MIO IMPEGNO A FAVORE DEL MONDO SCOLASTICO – L’Arena